Diego Dalla Palma trucca le indossatrici di Dilek Hanif

In occasione della settimana dedicata all’Alta Moda, il nostro celebre truccatore Diego Dalla Palma è volato a Parigi per dare il suo prezioso contributo alla sfilata di Dilek Hanif, fashion designer turca distintasi per le sue creazioni caratterizzate da un mix di reminescenze orientali e stili contemporanei.
Il scelto per questo evento è stato improntato su un nude look molto naturale e dall’effetto bon ton: per le labbra si è optato per un tenue gloss rosa, mentre lo sguardo delle modelle è stato ravvivato da un ombretto color carne e da un tocco di mascara. Risultato finale: very chic!

Foto acquisite dalla newsletter n. 324 del portale Fashionmag.com Italia

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Ungaro si espande firmando una linea di make up

avon1Dopo aver lanciato nel 2008 i profumi U sia in versione maschile che femminile, Ungaro ha deciso di proporre una linea di make up, avvalendosi sempre della collaborazione con la casa cosmetica Avon, famosa per essere il primo distributore di fragranze nel mondo.
Tale partnership, come è accaduto per quella stretta con Christian Lacroix, ha permesso di raggiungere un numero elevatissimo di vendite: si prevede di raggiungere quindi gli stessi risultati anche con la cipria, l’ombretto e il rossetto presentati proprio in questi giorni.
L’accattivante packaging fucsia è stato creato in comune accordo fra l’azienda di e la casa di moda, mantenendo un iter identico a quello che si era seguito per stabilire le essenze-base dei profumi U.

Foto acquisita dalla newsletter n. 299 del portale di moda FashionMag.com Italia

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Trucco per labbra in vista dell’inverno 2009

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La storia della cipria

cipria La è uno degli strumenti di maquillage più antichi, tanto che le sue origini sono avvolte dalla leggenda. Si narra infatti che essa avrebbe a che fare con Venere e deriverebbe il suo nome da Cipro, l’isola dove la dea venne trasportata dalla spuma del mare dopo la nascita.
La polvere per il trucco ha riscontrato negli anni un successo altalenante, dovuto ai continui cambiamenti della moda e alla minore o maggiore importanza che veniva data al candore della pelle. Nel tardo Egitto, ad esempio, le donne aspiravano a una carnagione chiara per distinguersi dagli uomini e dalle serve, che invece apparivano più abbronzati a causa del lavoro sotto il sole. Le etiopi invece, come scrisse lo storico Erodoto nel V secolo, erano solite sbiancarsi la pelle con il . Discorso diverso per le greche, esteticamente più emancipate, che ricorrevano spesso sia al trucco (imbellettandosi con l’argilla bianca o con la lucente terra di Selinunte) che alla toeletta del corpo. Allora gli antenati dei cosmetici venivano acquistati già confezionati oppure preparati a domicilio, secondo ricette orientali tramandate da generazioni. Ma è nella Roma Imperiale che l’arte dello sbiancamento raggiunse il suo apice. Qui il volto veniva cosparso di lomentum (farina di fave) e di cretese. Al contrario, dal Medioevo fino al XIV secolo, la e il maquillage in generale caddero nell’oblio. Solo nel Rinascimento, per intervento soprattutto della Corte di Caterina dé Medici, tali prodotti vennero riscoperti. La divenne poi indispensabile dal XVII secolo con l’avvento delle parrucche, indossate dalla nobiltà come segno di distinzione. Nel Settecento in Francia, cioè al tempo della rivoluzione, tutti avevano l’abitudine di incipriarsi, senza distinzione di sesso né di età. Nella nazione, l’amata polvere venne ribattezzata con il termine poudre, con cui tuttora essa viene indicata. Nel Novecento, infine, la fama della si deve principalmente ai truccatori di Hollywood. Sono non a caso gli anni del , dove la stima degli attori viene determinata in gran parte dalla qualità della mimica facciale. Grazie all’innovativo in crema, ideato dalla Max Factor nel 1914, la biacca si fece flessibile e colorata. Nacque così la moderna, rimasta un ottimo rimedio contro la lucidità del viso anche in epoca contemporanea.

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