L’atmosfera della Belle Epoque rivive con le fragranze di John Galliano

Parfum N. 1 di John Galliano

Parfum N. 1 di John Galliano

Sentirsi divina come , la marchesa amata da D’Annunzio celebre per la sua eleganza oltre che per il suo fascino, musa ispiratrice delle ultime collezioni di John Galliano. A chi ha sognato almeno una volta di somigliarle è dedicata questa storia a lieto fine, ricca di colpi di scena e di particolari. La racconta come in un viaggio della memoria lo stesso autore, già a partire dall’involucro esterno su cui è riprodotta un’opera collage di sua mano – piume, drappeggi di tessuti, spezzoni di libri e stampe, un volto dagli occhi bistrati – esposta nell’atelier parigino. Per scoprire Parfum Numero 1, la prima fragranza femminile del designer inglese, si apre un astuccio che sembra un libro e lì, avvolta in un patchwork di antichi ritagli di giornale, compare la scultura-fashion del flacone in forma di abito da sera, un drappeggio su vetro che sembra uscito da un ritratto di Boldini, il pittore più glamourous della Parigi dei primi del Novecento.
Nella boccetta, chiusa da un bocciolo di rosa con l’iniziale G, passato e futuro si fondono: per raccontare le diverse sfaccettature della sua icona, la vena creativa di Galliano si trasmette al bouquet, immaginato anch’esso come un collage di note olfattive – trentotto o forse più, tra le quali lavanda, ambra, violetta e, soprattutto, una vertigine di rosa bulgara – in cui si fondono sentore di cipria e aroma di flaconi d’antan, aria di sartoria e di teatro.
Con un retroterra così palpitante di charme, anche il semplice gesto di indossare Parfum N. 1 (o la relativa versione Eau de Toilette) diventa speciale e comincia ancor prima di vaporizzarlo: dopo aver scelto l’abbigliamento più elegante ed essersi agghindata di gioielli, per una divina contemporanea il profumo sarà il tocco finale, che renderà il suo fascino inimitabile.

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John Galliano fonde epoche e culture diverse nei suoi abiti

sfilata alla Paris Fashion Week

sfilata alla

Una vena artistica a 360 gradi confermata in tutto e per tutto pure dal suo più recente defilé: stiamo parlando di John Galliano, uno dei pochi geni creativi rimasti in circolazione, che per la collezione autunno-inverno 2010/2011 ha portato in passerella dei modelli davvero unici e affascinanti.
Se per la scorsa stagione il riferimento principale proveniva dalla Russia e dai Balcani, ora lo stilista sembra essersi ispirato a nomadi avventurieri alla ricerca di culture e posti sempre nuovi. Gli abiti, quindi, possono essere definiti come una fusione di tante epoche e tradizioni differenti.
Le indossatrici hanno sfilato sotto una pioggia di glitter argentato, che ha reso l’atmosfera in sala ancora più magica. Presentati vestiti con completi di yak, caban, su particolari fantasie e su tessuti sovrapposti, oltre che in tonalità che spaziano dal grigio all’arancio.

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John Galliano Eyewear: i modelli della Icon Collection

L’ultima sfilata John Galliano Prêt-à-porter Primavera-Estate 2010 ha svelato in anteprima l’attesa Icon Collection, comprendente la prima linea John Galliano Eyewear, che sarà lanciata sul mercato il prossimo Gennaio. “Gli occhiali da sole sono al tempo stesso l’accessorio e l’alibi supremo. Sono un vero e proprio status symbol che cela lo sguardo e rivela solo l’immagine brillante di sé che si desidera proiettare. Con i miei occhiali da sole ho voluto creare un nuovo glamour e dare alle mie muse il potere di interpretarlo appieno.” ha dichiarato alla stampa John Galliano.
Per i modelli femminili il creativo si è ispirato alla Spagna e al Flamenco, con fanciulle dagli occhi da cerbiatto e occhiali grandi, avvolgenti e misteriosi, in stile Peinetas. Le tipologie maschili, invece, combinano un’ampia barra frontale in plastica e una sottile montatura inferiore in metallo con aste dai colori a contrasto.
‘Gli occhiali da sole non sono riservati solo all’estate, così come non lo sono i momenti Galliano che potrete vivere con essi’. continua il fashion designer.
I modelli Icona saranno disponibili inizialmente solo presso la boutique John Galliano di Parigi ed in alcuni store selezionati sparsi per il mondo, a partire da ottobre 2009.

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Il rilancio del bustier: la nuova tendenza per il 2009/2010

In pelle, in lattice, con micro borchie e ricami, a punto croce, in versione sadomaso, tempestato di swarovski, realizzato con sete preziose, sofisticate stoffe intulle, materiali impalpabili: nelle collezioni di alta moda per la primavera -estate il rilancio del bustier è davvero palese. Da Dior a Lanvin, da Vivienne Westwood a Gattinoni questo capo di lingerie, che rappresenta uno dei miti dell’immaginario maschile nei confronti del gentil sesso, è stato rivisitato, corretto e riattualizzato.
Simbolo di seduzione estrema, a volte anche sfacciata, il corsetto è stato citato nella letteratura, in film e in opere teatrali per descrivere la donna come un oggetto di desiderio e con una bellezza ostentata. La situazione è rimasta invariata fino agli anni ‘20 del secolo scorso, quando l’anticonformista Coco Chanel decide di archiviarli. Il loro ritorno, comunque, avverrà pochi decenni più tardi.
Che siano di ispirazione settecentesca, come quelli di lady Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire, o più simili ai bustier ideati da Vivienne Westwood, agli inimitabili bustini-armatura di Jean-Paul Gaultier, ai corpetti creati con la iuta da Alexander Mc Queen o a quelli polimaterici di Thierry Mugler, tali modelli appaiono come delle vere e proprie opere d’arte, scomode da indossare, ma ad ogni modo amate da grandi star del pop che ne consacrano il ritorno. Come Kylie Minogue che nella primavera del 2005, strizzata all’interno di un bustier firmato da John Galliano, decise di intraprendere il suo fortunato tour mondiale.
Stregata dai corpetti anche la cantante Madonna che aveva chiesto al nostro Riccardo Tisci () di crearne una versione particolare per il suo tour mondiale Sticky and Sweet un lungo soprabito e un gilet-corsetto in satin lucido nero. Sotto il segno del gangster-style. Ma già intorno agli anni ‘90 la signora Veronica Ciccone aveva indossato capi bustier rigidi, stravaganti con coppe a punta, tacchi a spillo a forma di Torre Eiffel, firmati Gaultier che tre anni dopo lanciava la sua supergettonata fragranza, facilmente distinguibile attraverso un originale packaging: flacone fetish a forma di corsetto racchiuso in una anonima lattina di conserva.
A distanza di anni il direttore creativo di Dior rivolge di nuovo lo sguardo verso tale capo sensuale, inserendolo nella parte superiore di lunghi abiti da sera, in pitone, sete, decorati con cristalli. Segue la stessa tendenza la maison Celine, che per il 2010 guarda con stordimento e nostalgia all’Africa, al popolo Tuareg puntando ad abiti con ricamati.
Del resto, come ha recentemente dichiarato alle sfilate parigine Alber Elbaz di Lanvin: “C’è una grande attenzione al corpo. Quando si indossano certi vestiti bisogna essere donne libere di testa, per non scadere nella volgarità”. Anche lo stilista libanese Zuhair Murad ha fatto sfilare, lo scorso luglio a Parigi, una collezione pensata per le principessa arabe, top e ricoperti di cristalli, naturalmente elegantissimi. Un’altra conferma del trend è dato dal pezzo forte della collezione di Federico Sangalli, applauditissimo a Milano, consistente in un abito-bustier realizzato con 7 chili di corda impacchettata nel tulle che avvolgono il corpo come una nuvola. Onirico, surreale, neo romantico.
Ai bustini è stata dedicata anche la mostra organizzata e promossa a Roma dall’Accademia Koefia (aperta al pubblico sino al 15 ottobre) dal titolo Il corpetto: Architettura del corpo umano tra ‘800 e III millennio. In tale sede sono esposte creazioni originali di Grimaldi & Giardina, della maison Gattinoni con creazioni indossate in passato da Gwyneth Paltrow (Shakespeare in love), Kristen Dunst (Marie Antoinette), Gina Lollobrigida (La donna più bella del mondo), Renee Zellweger (Chicago), Kim Basinger (L.A. Confidential). Con questa iniziativa, in pratica, l’istituto ha voluto fare un interessante exursus sull’evoluzione del corpetto dalla fine dell’800 fino ai nostri giorni.

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Gonne per l’autunno inverno 2009/2010 (prima parte)

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Christian Dior: haute couture 2010

Stavolta è toccato a Christian Dior aprire la settimana di Haute Couture a Parigi: prima della sfilata, si sentiva nell’aria l’eccitazione indaffarata di un atelier d’altri tempi, quell’atmosfera febbrile che ha sempre distinto la maison durante gli eventi di moda. I modelli di alta sartoria firmati dall’effervescente John Galliano per la stagione invernale 2010, sono stati presentati in anteprima al pubblico presente in sala.
Dior è riuscito a ricreare, con abile regia, i ritmi che caratterizzavano il settore fashion agli inizi del proprio sviluppo, ormai sostituiti dal gigantismo dei moderni fashion-show dove nel back-stage si muovono designer e stylist, coadiuvati da esperti tecnici delle luci e dei suoni. L’ultimo messaggio del brand di Avenue Montaigne, insomma, è quello di dimenticare almeno per un attimo le tecnologie avanzate per immergersi in un piccolo spettacolo intitolato febbre da camerino: le indossatrici non hanno finito di vestirsi, e sembra quasi che qualcuno le abbia spinte in scena in anticipo: loro hanno camminato ancheggiando, con la mano sul fianco, con tanto di cappello, ma in giacca e sottoveste, gonna e reggiseno.
Fucsia, viola, giallo, arancio, rosa carne: questa alta moda finalmente non teme i colori e usa il nero solo per velare di organza le giacchine bar (il corto modello avvitatissimo che fu lanciato dallo stesso fondatore della casa di moda). Inoltre, in tale collezione sono stati surclassati del tutto i pantaloni: le vere protagoniste sono le gonne, ricamatissime e lavoratissime, rigonfie di drappeggi incrociati e poi strette al ginocchio, stratificate di tulle come dolci millefoglie, ondeggianti di cannoni godet e più sexy che mai.
In realtà sono proprio Dior e Galliano ad aver ingigantito per primi i meccanismi della moda e le scenografie in passerella (indimenticabile quella chilometrica allestita a Versailles),che oggi invece tornano alle origini: forse è la crisi che spinge a ridurre lo spettacolo ed i relativi costi, ma dato che la maison non può permettersi di ammettere esplicitamente il difficile andamento del mercato, ecco l’escamotage di riportare la sfilata nella sede storica di Dior riducendo gli invitati (da 800 della scorsa stagione a 200) ed esaltandone la fantasia con guepiere, corsetti e reggicalze, portati estrosamente su tailleur costosissimi (le cifre di questa moda hanno quattro e anche cinque zeri) e magistrali abiti da sera.

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I protagonisti della moda in versione fumetto

alberta ferretti Sempre più di frequente, i disegnatori di fumetti si divertono a convertire celebri stilisti in cartoons. È proprio quello che recentemente è capitato a Donatella Versace, John Galliano, e : tali personalità del fashion biz, infatti, sono state rappresentate da Henry Holland tutti nudi e coperti nelle parti intime solo da un fiore colorato. Il disegno è stato poi stampato su delle magliette, ora in vendita a Londra presso il Dover Street Market.
Un aspetto meno provocatorio è stato assunto da Diane von Furstenberg, che ha voluto essere ritratta sulla carta come una donna volante dai magici poteri. Oltre a essere la protagonista di queste strisce in limited edition, ne è pure l’autrice: la storia, intitolata Be The Wonder Woman You Can Be, narra le avventure di tre signore straordinarie e favolose grazie ovviamente agli abiti Furstenberg. Dalla maison, inoltre, è stata lanciata una mini collezione dedicata al corrispondente femminile di Super Man.
Alberta Ferretti, invece, ha preferito puntare sul mondo virtuale trasformando la propria figura in un a due dimensioni, pronto ad essere agghindato a piacimento dai visitatori della community www.stardoll.com.Visitando il sito Internet, è possibile vestire anche ulteriori “manichini” raffiguranti delle icone della moda, come ad esempio Coco Chanel, le modelle Twiggy e Heidi Klum, l’ereditiera Paris Hilton o l’attrice Charlize Theron. Insomma, la piattaforma non è altro che una moderna evoluzione del gioco che un tempo si faceva con le bambole di carta, ma è davvero sfiziosa e può aiutare ognuno di noi a sviluppare il senso creativo. Largo quindi al divertimento!
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John Galliano firma una linea di gioielli per Valente

gallianoJohn Galliano è un celebre stilista inglese, che ha collaborato e collabora tuttora con affermate maison di alta moda, fra cui le francesi Givenchy e Dior. I suoi abiti e i suoi accessori sono stati sfoggiati da bellissime star internazionali come Charlize Theron, Kate Moss, Cate Blanchett, Nicole Kidman. Egli, insomma, è un designer molto attento alla cura dei dettagli poiché, secondo la propria opinione, ogni elemento (acconciatura, borse, calzature, ecc..) è ugualmente determinante alla creazione di un certo look.
Per questa stagione autunnale, Galliano fra l’altro ha lanciato alcuni nuovi profumi e, innanzitutto, la sua prima collezione di gioielli. La realizzazione e la distribuzione worldwide di quest’ultima è stata affidata alla collaudatissima ditta Valente, che fa parte della holding Gioielli d’Italia – Mariella Burani Fashion Group.
Uno dei pezzi forti della linea è senza dubbio il pendente a forma di pugnale: la finta lama, interamente ricoperta di diamanti, è ricoperta da un fodero rimovibile in gaietto, mentre l’impugnatura e il laccio sono in oro rosa e bianco, con pietre di ametista, tormalina, rubellite, iolite, quarzo fumè e prasiolite. Purtroppo, essendo un esemplare a tiratura limitata, è andato a ruba prima ancora di arrivare nei negozi autorizzati alla vendita (ovvero nelle boutique del couturier a Parigi, in quelle sempre monomarca che verranno inaugurate a breve, e in alcune prestigiose gioiellerie sparse per il mondo).
La collezione Fiori (ispirata alle lavorazioni a pizzo e tempestata di rubini e diamanti), invece, sottolinea lo spirito romantico di Galliano. Lo stile della serie Monete, infine, punta sul vintage, abbinato alla simbologia dello scambio e del viaggio, identificata per l’appunto con la moneta. Ad essa appartiene il ciondolo in oro rosa, diamanti bianchi, zaffiri rosa, con stemma Galliano inciso nel gaietto, mentre sul lato posteriore si trova il monogramma dello stilista inciso in oro.
A prescindere dalle loro sembianze più o meno eccentriche, il compito di tali modelli preziosi (come ha affermato lo stesso ideatore) è in poche parole quello di sedurre.

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