Filosofia della moda: concetti principali e libri di approfondimento
La filosofia della moda è divenuta ormai una disciplina affermata, a tal punto da essere introdotta nel programma didattico di diversi corsi di laurea del ramo sociologico-umanistico.
Essa si occupa di analizzare i caratteri e i fenomeni causati dal sorgere di una nuova tendenza, che però non assume mai una identità definita e permanente. Una moda, infatti, non dura mai in eterno, è qualcosa che prima o poi cessa di esistere, sebbene non si possa prevedere precisamente per quanto tempo rimarrà in voga. Anche l’emerito saggista Roland Barthes, dopo aver cercato di stilare delle leggi generali su tali evoluzioni nel volume Il sistema della moda, si è dovuto arrendere a questa evidenza.
Erroneamente da come si potrebbe pensare, un trend non è solo il tipo di abito o accessorio che indossiamo, ma un elemento molto più complesso che può entrare in contatto con l’arte, la politica, il settore sociale ed altri similari, appropriandosi superficialmente di qualche loro tratto distintivo. Si pensi alle innovazioni epocali di due grandi stilisti del Novecento: Coco Chanel e Armani. Entrambi hanno rivoluzionato i vestiti femminili constatando come il ruolo della donna stesse cambiando nella società. La prima allora ha deciso di liberare le donne dagli scomodi busti per permettere loro di lavorare e muoversi più agevolmente, mentre il couturier italiano ha voluto esteriorizzare l’emancipazione in corso dando un taglio maschile ai capi destinati alle signore.
Fin dall’antichità, del resto, la moda, pur non trasferendo determinati giudizi e valori, è riuscita a creare dei simboli significativi: il corredo di Caterina de’ Medici, ad esempio, ai tempi del XVI secolo ha comprovato concretamente la ricchezza della sua famiglia ancor meglio di tante parole. Più di recente, inoltre, gli abiti futuristi di Giacomo Balla riproposti pochi anni fa da Laura Biagiotti, hanno riportato su stoffa il concetto di ibridazione fra le arti promosso dalla corrente di pensiero d’appartenenza. Nozione questa alquanto attuale: ora, appunto, è sempre più diffusa la convivenza di più mode diverse (Post-moda), dettate soprattutto dai comportamenti dei numerosi gruppi giovanili che si formano nelle città metropolitane. È proprio ad Amsterdam, New York, Londra, Parigi e Tokyo che i fashion designer si recano per ispirarsi e per ideare qualcosa all’ultimo grido che vada di pari passo con l’indole mutevole delle masse.
Per approfondire gli argomenti trattati da questa materia, sono disponibili in libreria i seguenti manuali:
- La moda. Identità negata di Anna Maria Curcio (edizioni Franco Angeli)
- Sociologia della moda di Frédéric Monneyron (Laterza)
- Filosofia della moda di F.H. Lars Svendsen (Piccola biblioteca Guanda).