La Terrazza Martini ospita le bellezze del Festival di Cannes

Eva Herzigova in Emilio Pucci

Eva Herzigova in Emilio Pucci

Tra conferenze stampa, photocall e varie presentazioni di film, al Festival di Cannes i momenti di riposo per le sono davvero pochi. Ma appena hanno un attimo di tempo libero, la loro meta preferita è la Terrazza Martini, dove sono soliti bere un drink e scambiare quattro chiacchiere con i colleghi.
La location, per esempio, è stata visitata da Aishwarya Rai, considerata l’attrice più bella e celebre di Bollywood. L’incantevole indiana stavolta ha sfoggiato un abito dalla fantasia esotica di Emilio Pucci. In tinta unita color arancio, invece, è apparsa la topmodel etiope Liya Kebede, che con questa creazione di Fendi è riuscita a mettere in risalto la sua carnagione scura.
Più sbarazzina la tenuta dell’indossatrice Douzten Kroes, che ha optato per un mini dress verde acqua di Philosophy by Alberta Ferretti. La stessa stilista è stata scelta da Eugenia Silva (in un leggero vestito lilla), mentre Eva Herzigova, più in forma che mai, ha indossato un abito cortissimo e asimmetrico di Emilio Pucci, caratterizzato da diverse gradazioni di blu.

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Emilio Pucci veste Sarah Jessica Parker per il suo ultimo film

poster del film

poster del film

Come è già accaduto per il primo capitolo, anche per il sequel di Sex and the City numerose case di moda hanno deciso di prestare dei propri capi originali, al fine di promuoverli sul grande schermo e rendere ancora più fashion le quattro protagoniste del film.
Fra i modelli che faranno più scalpore, c’è senz’altro quello di Emilio Pucci, immortalato sul poster pubblicitario della pellicola addosso alla simpaticissima Carrie (Sarah Jessica Parker).
Si tratta di un raffinatissimo abito bustier con gonna foulard della collezione autunno-inverno 2010/2011, abbellito ulteriormente da disegni con strass sul corpino senza spalline. Esso, fra l’altro, si addice alla perfezione con le tonalità dello sfondo dell’immagine: il color sabbia delle dune del deserto (alcune scene sono state girate ad Abu Dhabi) e il blu scuro del cielo.

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Il genere glamour intramontabile di Emilio Pucci

Abito da sera blu

Abito da sera blu

, fashion designer conosciuto per le sue creazioni trendy e allo stesso tempo eleganti, anche per il prossimo inverno ha deciso di non discostarsi troppo dal suo genere. Il glamour, infatti, regna ancora sovrano in queste creazioni inedite dipinte di blu e viola trascoloranti.
In particolar modo, ritornano in voga gonne lunghe e strette, rese di tanto in tanto più accattivanti da spacchi più o meno profondi, e mini abiti per la sera. Questi ultimi piaceranno sicuramente alle ragazze che amano andare a ballare e che vogliono stupire, indossando comunque dei modelli comodi. Essi vengono valorizzati da espedienti originali, quali ad esempio il taglio monospalla con una sola manica, inserti di piume/pelliccia o disegni formati da paillettes luminose.

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Liu Jo vende le magliette di “Sex and the city”

emilio pucciSe avete delle amiche che adorano il telefilm Sex and the city o l’omonima versione cinematografica, come regalo apprezzerebbero di certo le t-shirt o le canotte raffiguranti le protagoniste della serie, che è possibile acquistare presso i punti vendita Liu Jo.
Le magliette in realtà fanno parte della collezione primavera-estate del brand, ma sono già disponibili dal momento che a breve uscirà nelle sale italiane Sex and the city 2.
Intanto Sarah Jessica Parker, che nella storia interpreta la modaiola Carrie Bradshaw, è sempre più presente sulle pagine delle riviste e come ospite all’interno di programmi tv. Lo scorso 16 dicembre, per esempio, è intervenuta alla trasmissione della NBC Late Night with Jimmy Fallon, con indosso un originale abito della collezione primavera-estate 2010 di Emilio Pucci (nella foto). Inoltre, l’attrice sta preparando il suo secondo profumo che verrà distribuito a partire dal prossimo anno: si chiamerà B.O. (Body Odour) e sembra che sia ispirato agli odori del corpo umano durante il sesso! Ad ogni modo, si preannuncia un 2010 ricco di successi per la Parker, che vedremo anche al fianco di Hugh Grant in Did you hear about the Morgans?

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Il ritorno della Space Age Fashion e della moda lunare

All’inizio fu Barbarella, il personaggio di fantasia portato alla ribalta da Jane Fonda, che per interpretarlo fu vestita con abiti sgargianti firmati da Paco Rabanne. Sexy tutine che avvolgevano il corpo come un abbraccio, super aderenti, cortissime, mise audaci e spaziali, metalliche, rivestite di alluminio, plastica e plexiglass. Nacque così la moda lunare. Era il 1968.
Tagli sintetici e funzionali, squadrati, lo stile di quel periodo (il primo uomo sulla Luna sbarcherà un anno dopo, nel 1969) abbandona la linea curva e romantica per un aspetto in genere dritto, essenziale e molto ordinato. Ciò per richiamare indirettamente le sperimentazioni spaziali. Oltre a Paco Rabanne, anche Courreges, Cardin e altri grandi sarti degli anni ‘60 promossero il nuovo andamento. Nel 1964, ad esempio, Courreges portò in passerella la collezione Space age. Protagonisti mini abiti e body aderentissimi realizzati con materiale sintetico, la plastica e il vinile, stivali bianchi e tubini lunari.
Le indossatrici avevano tutte un incarnato rigorosamente pallido ma allo stesso tempo perfetto, una vera e propria tintarella di luna insomma. La pelle candida, del resto, era una caratteristica delle dive del passato (in primis Silvano Mangano), ripreso in tempi recenti ma con più parsimonia da Nicole Kidman, Cate Blanchett, Helena Bonham Carter.
Qualche anno dopo Francisco Rabaneda y Cuervo, in arte Paco Rabanne, creò una intera linea con materiali inusuali (alluminio, plastica, plexiglass, carta, fibre ottiche), suscitando grande scalpore e la critica in particolare di Coco Chanel, fervida sostenitrice di un’eleganza sempre ai massimi livelli.
Oggi tale concept avanguardistico è stato rivisto da Thierry Mugler, che forgia e scolpisce silhouette dalle ampie spalle e dalla vita sottile, un po’ fetish, un po’ cyber, anticipando un futuro prezioso e tecnologico, rappresentato da superfici iridescenti e specchiate. Esplodono con la loro creatività Nicolas Guesquieres per Balenciaga, José Miro con la sua collezione Space Fashion, Francisco Costa per Calvin Klein, ma anche Angela Missoni con l’oro liquido delle tuniche da sera e con i suoi spolverini lamé.
Lo stile lunare sta tornando ad influenzare anche la lingerie. L’ideatrice della Milano bene, Biki (Elvira Leonardi Bouyeure), scriverà nelle sue memorie: ”L’argentomania ha ormai raggiunto l’abbigliamento più intimo: sono misteriosamente laminati slip e reggiseno. Garze argentee si trasformano in vesti medievali, imitando talora la maglia metallica dei guerrieri, le vestaglie da portare nell’intimità si ricoprono di riflessi stellari con ricami e incrostazioni d’argento”.
Persino Mary Quant, la rivoluzionaria fashion designer che inventò la minigonna, si lascia incantare dalla luna. Le dedica, negli anni ‘70, una sfilata introducendo abiti a trapezio, declinati sulle tonalità del bianco, sul capo cappelli con le antenne. Una moda che rivendicava per la donna libertà soprattutto in ambiti sessuali.
Abiti del genere diventarono ben presto un must per Caterina Caselli, Patty Pravo, Mina, le sorelle Kessler nella trasmissione tv Studio Uno. Intanto il marchese Emilio Pucci disegnava le stelle per le tute degli astronauti della Nasa pronti a partire per la missione , mentre successivamente fu incaricato di creare le divise per le hostess e il personale della compagnia Braniff International Airways.
Il trend si prolungò per oltre un decennio e continua ad influenzare tuttora la contemporaneità. Qualche anno fa a Pitti Uomo Moschino, Trussardi, Etro, Gai Mattiolo sfilarono in omaggio alla luna. Abiti galattici e futuribili. Bustini in metallo dorato, moderne rivisitazioni dei costumi di Barbarella (Gai Mattiolo), crinoline settecentesche informatiche ricoperte di ex circuiti di computer riassemblati (Etro), cuffie con telecamere e telefoni satellitari per uomini sempre in viaggio (Trussardi).
E di viaggio verso la luna si parla nell’ultima collezione haute couture della maison Gattinoni, che evidentemente ha voluto rendere omaggio al quarantesimo anniversario del primo sbarco sulla Luna. ”Le orbite, il movimento dei pianeti, quel senso meraviglioso di forza di gravità – ha spiegato il direttore creativo della griffe, Guillermo Mariotto – Tutto doveva concorrere a ricreare emozionalmente e visivamente quel viaggio verso la luce e l’ignoto”.

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Milano Moda Donna: calendario settembre 2009

Partenza con le giovani promesse del settore fashion nella prossima edizione di Milano Moda Donna, la kermesse del pret a porter femminile in programma dal 23 al 30 settembre 2009. Nella prima giornata, l’apertura dell’evento spetta ai cinque nomi selezionati da Incubatore della Moda, iniziativa promossa dal Comune meneghino assieme alla Camera Nazionale della Moda Italiana: A-Lab, Cristiano Burani, Cristina Miraldi, Mauro Gasperi e Paolo Errico.
Il 24 è il turno dei New Upcoming Designers: Chicca Lualdi BeeQueen e Gilda Giambra. Il 30 settembre salgono sulla passerella i nuovi talenti internazionali provenienti da Pakistan, India, Russia e Colombia, con i loro catwalk show collettivi. Sempre per il 23 settembre, inoltre, è previsto il defilè delle taglie morbide di Elena Mirò, seguito da quello di Clips, , Luciano Soprani, Pin-Up Stars, Miss Bikini Luxe, la new entry , Carla Carini e Prima Classe by Alviero Martini.
Il 24 settembre sfilano Blugirl, Just Cavalli, Giorgio Armani, Krizia, Moschino Cheap and Chic e Prada. Il 25 vede come protagonisti Byblos, Blumarine, C’N'C Costume National,Ermanno Scervino, Dolce e Gabbana, Gianfranco Ferré, Alberta Ferretti, Versace, Jil Sander, Gabriele Colangelo e Debora Sinibaldi. Giornata densa anche sabato 26, con Bottega Veneta, Sportmax, Emporio Armani, Iceberg, Moschino, Gucci, Emilio Pucci, Brioni, Paola Frani e .
Il 27 vengono presentate le linee di , Angelo Marani, Mariella Burani, Antonio Marras, Roberto Cavalli, Etro, Missoni, Salvatore Ferragamo, Aquilano Rimondi, Gaetano Navarra e Ter et Bantine. Lunedì 28 è la volta di Dsquared2, Max Mara, Les Copains, Dolce e Gabbana, , Fendi e Versus. Il 29 tocca tra gli altri ad Agatha Ruiz de la Prada e Mila Schon.
Per quanto riguarda gli stilisti stranieri, il fedele russo Valentin Yudashkin è stato inserito per il 28 settembre, mentre il libanese Zuhair Murad è in calendario per il 29 settembre. In fase di assegnazione gli orari di Frankie Morello, Jo No Fui, Lorenzo Riva, Love Sex Money, Luisa Beccaria e Seduzioni Diamonds by

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Vreelandesque: la mostra su Diana Vreeland a Roma

vreelandesque Presso il Tempio di Adriano e all’interno della rassegna Fashion on paper, parte del ricco calendario di Altaroma (manifestazione capitolina dedicata alla moda), è stata ospitata la mostra monografica su Diana Vreeland, una celebre fashion editor del dopoguerra. L’evento è stato organizzato da LUNA, un mensile femminile della Class Editori rivolto alle donne di ceto medio – alto dai 28 ai 48 anni.
Riunendo servizi di moda, fotografie e riviste dell’epoca, è stato possibile ripercorrere la carriera di questa eclettica personalità. Il suo primo articolo importante risale al Luglio del 1947 ed è stato pubblicato sulle pagine di Harper’s Bazaar con il titolo Portfolio of the new Italy. Esso, arricchito dagli scatti di Leslie Gill, parla dello stretto rapporto fra il mondo del cinema e quello della moda: vengono così citati cineasti e attori come e Anna Magnani, assieme a sarti storici come Ferragamo. In particolare, uno stilista che apparirà spesso sulla rivista per iniziativa della Vreeland è Emilio Pucci: nel 1948, ad esempio, vennero fotografati da Toni Frissell i suoi modelli da sci, mentre nel 1960 il suo stile capsula chiude idealmente il periodo dell’editrice a Harper’s Bazaar. Nel 1963, infatti, ella passerà alla direzione di America.
Diana Vreeland, inoltre, ha amato molto il nostro paese e soprattutto Roma, allora indiscusso palcoscenico della moda italiana. In ciò ha influito molto la sua amicizia con Irene Brin, una giornalista conosciuta a New York e Rome Editor di Harper’s Bazaar dal 1952. Anche nei numeri di , perciò, la Vreeland continua a promuovere i capolavori della nostra sartoria. Tra le sue modelle preferite, figurano Marella Agnelli e Benedetta Barzini. Quest’ultima sarà la protagonista del mensile per tutti gli anni Sessanta, indossando creazioni di Valentino, di Mila Shön e di altri ragguardevoli designers. Anche Roma compare spesso come sfondo nelle fotografie di moda: fra i tanti, in un servizio del 1967 con Veruschka, i tetti dei palazzi della città si prestano a diventare provvisoriamente delle insolite passerelle per le collezioni di Galatzine, Forquet, ecc..Nel 1971, infine, poco prima di lasciare la direzione del giornale, Diana registra anche l’avvento del pret–à–porter. Considerato il proprio consistente contributo alla crescita della rivista, Italia nel 1988 ha deciso di renderle omaggio intervistando alcuni suoi conoscenti come Horst, Hubert de Gyvenchy, Pierre Bergé e Valentino.
Dopo l’ottima accoglienza riscontrata a Milano e poi a Roma, l’esposizione si sposterà in altre capitali del Fashion internazionale. Per sapere tutte le date e i luoghi del tour, contattare il Responsabile Comunicazione della Class Editori Gian Marco Giura al seguente indirizzo email: gmgiura@class.it

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