La mostra su Barbie al Museo del Collezionismo di Chivasso

Barbie, la regina delle , continua a popolare da cinquant’anni i sogni delle bambine, ma è anche adorata dai collezionisti che, soprattutto a partire dagli anni ‘90, ne hanno fatto un oggetto cult. La torinese Mariangela Rocher, invece, ha cominciato la propria raccolta in antecedenza. Risale infatti al 1962, anno in cui la bambola di casa è arrivata in Italia, la sua prima Barbie.
Oggi troneggia nelle sale del Museo del Modellismo, del Soldatino e del Collezionismo di Chivasso, alle porte di Torino, in una mostra, organizzata da , che potrà essere visitata fino al 13 Giugno. E’ la prima volta che Mariangela Rocher accetta di esporre in pubblico la sua collezione, davvero vasta. Le bambole, collocate all’interno di sei vetrine, sono una quarantina e tra loro ci sono due pezzi rari, le prime Barbie del ‘62.
Non mancano il mitico fidanzato e una delle sorelle, Skipper, cagnolini, gatti e cavalli. Ma il pezzo forte della rassegna sono i vestiti. Un guardaroba da mozzafiato: 200 abiti, scelti fra i 500 che Rocher conserva gelosamente, dai trend piu’ cool degli anni ‘60 al disco style degli anni ‘80. Di questi, 120 sono ancora nella loro confezione originale: pellicce, capi in pelle e in cuoio. Curati nei dettagli e in materiale pregiato, piccole miniature di vestiti ammirati nelle sfilate di moda.
Apre la rassegna una casa a tre piani del 1975, arredata di tutto punto e con l’ascensore mentre, accanto, se ne trovano altre due più piccole. Quattro scatole di legno, con una feritoia e l’intermittenza delle luci per segnare il ritmo del giorno e della notte, permettono ai bambini di sbirciare all’interno delle camere ricostruite nei minimi dettagli. Una sezione della rassegna è dedicata ai mezzi di trasporto, auto, camper, moto e biciclette, tutto a misura di Barbie.
Completa l’esposizione una serie di cataloghi originali, datati a partire dall’inzio degli anni ‘60, che permettono di seguire lo sviluppo nel marketing della produzione .

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