Duty free: lo shopping sbarca in aereoporto

Il settore del lusso fa capolino in aereoporto. I maniaci dello shopping, infatti, sono sempre più entusiasti del duty free, ovvero l’immancabile visita all’interno dei negozi aereoportuali, passatempo considerato quasi la parte più piacevole del viaggio. Per altri invece è solo un passaggio obbligato, seppur di svago, prima di salire a bordo. Per altri ancora (a dire il vero pochi) solo il trionfo del consumismo.
In ogni caso i duty free sono ricercati perchè vantano un’alta concentrazione di grandi firme, dalle più esclusive boutique della moda ai punti vendita di prodotti tipici, senza escludere l’hi-tech (ma ci sono anche ristoranti, parrucchieri, farmacie e supermercati), e perchè permettono di fare acquisti lontano dal caos della città, per di più nel tempo morto dell’attesa del volo.
Tempo invece preziosissimo per i titolari degli esercizi che fanno a gara per accaparrarsi i punti più strategici dei terminal dove il viaggiatore non rinuncia a farci una capatina. E conti alla mano il giro d’affari è notevole: 37 miliardi di dollari nel 2008, di cui il 41,3% in Europa. Le vendite globali di duty free e travel retail sono cresciute in un anno dell’8,8%, rivelano i dati di Generation Research. Un aumento che riguarda, in particolare, anche l’Italia che ha visto salire le vendite del 5,9%.
Il fatto strano, però, è che i marchi del Belpaese si godono il successo negli scali internazionali, mentre non si può dire lo stesso per quanto riguarda gli scali italiani, nonostante le 140 attività commerciali presenti sia a Fiumicino che a Linate e Malpensa. Secondo la classifica stilata dall’agenzia britannica di consulenza Skytrax, gli aeroporti del nostro Paese non figurano tra i primi dieci del mondo per le vendite duty free. Nella top ten risultano comunque i centri per le compere dell’aereoporto di Heathrow, Francoforte e Parigi.
Al primo posto in assoluto della classifica c’è il Dubai International Airport con un incasso di 1,1, miliardi di dollari, migliore anche nell’offerta. Non a caso Dubai è considerata la mecca degli amanti dello shopping di lusso. Subito dopo viene Heathrow con i suoi 55 negozi e la cui fortuna – ma non solo – è legata anche ai grandi magazzini Harrod’s che hanno aperto un mega store a due piani nel Terminal 5. Altro paradiso dello shopping è il Charles de Gaulle di Parigi in cui sono stati spesi in un anno 230 milioni di euro. Qui, in un’atmosfera particolarmente chic, è possibile risparmiare qualcosina in più rispetto ai salassi degli store situati nel cuore della capitale francese.
In generale, comunque, non si può pensare che nei nei duty free ci sia la convenienza di una volta quando erano davvero liberi dal dazio. Da 10 anni a questa parte nell’Unione eruopea senza frontiere lo sconto dell’Iva non esiste più. Al suo posto è subentrato il divertimento di girare nel tempio del lusso almeno per mezz’ora, di misurare vestiti e scarpe, di provare creme e profumi o ricercare prelibatezze del luogo. Le turiste si trasformano in eccezionali pretty woman. E agli accompagnatori non resta che pagare!

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