Scritto Martedì 26 Gennaio 2010 da Marianna Pilato
Giorgio Armani ha deciso di investire ben otto milioni di euro per allestire il fashion show dedicato alla luna, che ieri fra l’altro ha avuto il compito di inaugurare la settimana della moda parigina. Il costo ha incluso pure la realizzazione dei 41 vestiti/completi neri o in un bianco opalescente/madreperlaceo, che sono stati svelati in anteprima all’evento.
La linea Privè spazia dai pantaloni di organza laminata e plissettata ai tailleur in tessuto di seta goffrata, dagli abiti a sirena tempestati di paillettes degradè a modelli arricchiti da cascate di frange di cristalli. Lo stilista avrebbe ideato queste creazioni pensando in particolar modo alle donne dalla pelle chiarissima come Cate Blanchett, non a caso affezionata cliente del marchio.
Una spesa ugualmente onerosa dovranno affrontare le signore interessate a comprare uno di questi capolavori di haute couture: i prezzi al pubblico, infatti, partono dai settantamila fino a raggiungere talvolta i centomila euro.
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Scritto Lunedì 30 Novembre 2009 da Marianna Pilato
Il Premio Bambi è un riconoscimento che viene assegnato annualmente dalla media company tedesca Hubert Burda Media. I vincitori sono solitamente noti personaggi che con il loro talento e la propria creatività sono riusciti a colpire il grande pubblico della Germania.
A primeggiare per il suo estro stavolta è risultato un italiano, ovvero l’indiscusso Giorgio Armani, che si era aggiudicato già nel 1988 un altro Bambi per la categoria Fashion. Egli però non è potuto intervenire alla cerimonia di premiazione: a ritirare la statuetta, allora, è stata delegata la nipote Roberta, che ovviamente si è presentata con un total look firmato dallo zio (vestito da sera nero con gonna in velluto e corpino in seta plissettata). Altre illustri invitate all’evento, come la cantante Shakira, la top model Julia Stegnar e l’attrice Bettina Zimmermann, hanno scelto invece delle creazioni altrettanto eleganti di Versace. Quello della vocalist colombiana era in particolar modo originale: un modello corto in metal mesh gommato con un disegno ottico stampato in azzurro e grigio.
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Scritto Mercoledì 4 Novembre 2009 da Marianna Pilato
La filosofia della moda è divenuta ormai una disciplina affermata, a tal punto da essere introdotta nel programma didattico di diversi corsi di laurea del ramo sociologico-umanistico.
Essa si occupa di analizzare i caratteri e i fenomeni causati dal sorgere di una nuova tendenza, che però non assume mai una identità definita e permanente. Una moda, infatti, non dura mai in eterno, è qualcosa che prima o poi cessa di esistere, sebbene non si possa prevedere precisamente per quanto tempo rimarrà in voga. Anche l’emerito saggista Roland Barthes, dopo aver cercato di stilare delle leggi generali su tali evoluzioni nel volume Il sistema della moda, si è dovuto arrendere a questa evidenza.
Erroneamente da come si potrebbe pensare, un trend non è solo il tipo di abito o accessorio che indossiamo, ma un elemento molto più complesso che può entrare in contatto con l’arte, la politica, il settore sociale ed altri similari, appropriandosi superficialmente di qualche loro tratto distintivo. Si pensi alle innovazioni epocali di due grandi stilisti del Novecento: Coco Chanel e Armani. Entrambi hanno rivoluzionato i vestiti femminili constatando come il ruolo della donna stesse cambiando nella società. La prima allora ha deciso di liberare le donne dagli scomodi busti per permettere loro di lavorare e muoversi più agevolmente, mentre il couturier italiano ha voluto esteriorizzare l’emancipazione in corso dando un taglio maschile ai capi destinati alle signore.
Fin dall’antichità, del resto, la moda, pur non trasferendo determinati giudizi e valori, è riuscita a creare dei simboli significativi: il corredo di Caterina de’ Medici, ad esempio, ai tempi del XVI secolo ha comprovato concretamente la ricchezza della sua famiglia ancor meglio di tante parole. Più di recente, inoltre, gli abiti futuristi di Giacomo Balla riproposti pochi anni fa da Laura Biagiotti, hanno riportato su stoffa il concetto di ibridazione fra le arti promosso dalla corrente di pensiero d’appartenenza. Nozione questa alquanto attuale: ora, appunto, è sempre più diffusa la convivenza di più mode diverse (Post-moda), dettate soprattutto dai comportamenti dei numerosi gruppi giovanili che si formano nelle città metropolitane. È proprio ad Amsterdam, New York, Londra, Parigi e Tokyo che i fashion designer si recano per ispirarsi e per ideare qualcosa all’ultimo grido che vada di pari passo con l’indole mutevole delle masse.
Per approfondire gli argomenti trattati da questa materia, sono disponibili in libreria i seguenti manuali:
- La moda. Identità negata di Anna Maria Curcio (edizioni Franco Angeli)
- Sociologia della moda di Frédéric Monneyron (Laterza)
- Filosofia della moda di F.H. Lars Svendsen (Piccola biblioteca Guanda).
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Scritto Mercoledì 30 Settembre 2009 da Marianna Pilato
Giorgio Armani ha preso spunto dall’arte per la sua collezione primavera-estate 2010. La Body Art intesa come linguaggio del corpo, infatti, può essere sottolineata anche attraverso l’abito. Re Giorgio stavolta si è divertito a creare modelli dalle forme mutanti, ma pur sempre essenziali e poco stravaganti.
Le tutine sembrano abiti a portafoglio, altri capi si avvalgono di bretelle-copriseno e i pantaloni corti con gli orli arricciati possono quasi essere spacciati per delle gonne. Ad ogni modo, il vero dictact per la prossima stagione consiste nello scoprire le gambe, con vestiti molto corti che lasciano poco all’immaginazione.
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Scritto Martedì 14 Luglio 2009 da Marianna Pilato
Ieri in passerella a Parigi, secondo giorno dedicato alla haute couture, ha fatto la sua apparizione Armani Privé: sembra che stavolta l’alta moda di re Giorgio strizzi l’occhio al femminismo, sebbene il contesto elegantissimo della Fashion Week francese, i prezzi (da un minimo di 30 mila euro per un tailleur a 100 mila per un abito lungo) e il genere di clientela stridano con questo tipo di definizione un pò azzardata.
Eppure essa è una linea per donne che, seppure di alto lignaggio, non amano essere sottomesse a nessuno, ed in primis a un uomo padrone-autoritario. La giacchina da biker, le zip, la catena e la tuta grintosa, infatti, si adattano a una tipa tosta, indipendente e determinata a trovare la sua strada senza scendere a patti con nessuno.
Certo, un elemento sexy in questi capi non guasta mai, ma si tratta di quella sensualità che risale alle origini del successo di Giorgio Armani, quando le femmine emancipate di tutto il mondo trovarono in lui l’interprete del loro bisogno di autonomia tradotto in vestiti, anzi in tailleur pantaloni. Questi ultimi appunto tornano in auge in una versione da street-couture contemporanea, meno sciolti, lunghi e fluttuanti di prima, ma piuttosto maschili, sartoriali, con piega stirata, taglio e caduta perfetti, un po’ stretti sul fondo, talvolta vagamente cargo.
E le giacche, molte, piccole, con collo a sciarpa o scollo a ruches, femminili (in gradevole contrasto con i pantaloni), impeccabili, spalle misurate ma forti e decise, qualche volta un po’ a blouson, con giochi di caban e cappucci. Colori trattenuti dal bianco al nero e al blu copiativo, dal grigio al metallico.
Spicca in particolare il motivo ricorrente della cerniera-lampo tradotta in decorazione, quasi alla pari di un gioiello, funzionale all’apertura di una giacca o anche solo maliziosamente allusiva sul dorso iperbolicamente scollato dell’abito da sera. Tante zip-bijoux dappertutto, dunque, anche sull’abito lungo da sirena.
Con questa collezione, ha dichiarato Armani ai giornalisti dopo il defilè, “ho voluto riportare in scena un’eleganza vera, dopo tanta straccioneria. Ho voluto riportare l’alta moda nella vita vera, facendo abiti che non fossero solo da copertina, ma che le donne potessero sognare di comprare”. Tutti gli invitati, poi, compreso il couturier (che si è presentato in jeans, sneakers, camicia bianca e cravatta scura senza giacca), si sono trasferiti al Museé de l’Homme per l’aperitivo dedicato al lancio della nuova fragranza Idole d’Armani.
“Ho sempre portato dentro di me un ideale di femminilità come combinazione di grazia, bellezza e spirito indipendente. Questo profumo è il mio tributo a questo ideale e a tutte le donne”, egli continua. Tale affermazione, del resto, sembra sposarsi alla perfezione anche con lo spirito dell’ultima collezione, all’insegna dello stile grintoso e allo stesso tempo accattivante.
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Scritto Sabato 27 Giugno 2009 da Marianna Pilato
Giorgio Armani apre la sua prima boutique in India, nel lussuosissimo Emporio Mall di New Delhi. Lo store si estende su un unico piano per una superficie di circa 277 mq. Le collezioni di abbigliamento ed accessori sono presentate in un guardaroba a parete di seta spazzolata. Il pavimento è formato da pannelli di pietra grigia, mentre il soffitto scuro e lucido crea un suggestivo effetto scenico, accentuato da un gioco di luci e ombre, con faretti che proiettano fasci luminosi sugli abiti e sugli accessori, tracciandone i contorni. La proiezione di immagini delle collezioni in corso contribuisce a creare un’atmosfera elegante, in cui sartoriale e modernità si fondono in modo sorprendente, costituendo uno scenario perfetto per l’universo di Giorgio Armani, che ha dichiarato: “Mi entusiasma molto l’idea di essere finalmente in India. Questo Paese, che coniuga alla perfezione lo spirito di avventura, il senso di mistero e maestosità coi principi dell’eleganza, della sofisticatezza e della modernità, costituisce da tempo una meravigliosa fonte di ispirazione per le mie collezioni”.
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Scritto Mercoledì 11 Marzo 2009 da Marianna Pilato
In occasione della prima tappa del suo tour mondiale a Torino, Laura Pausini si è presentata sul palcoscenico con un nuovo look più sexy ed aggressivo. Finora, infatti, la cantante non aveva mai indossato abiti bustier tempestati di cristalli o top monospalla in tessuti spalmati effetto pelle. È stato il suo stilista preferito e grande amico Giorgio Armani a convincerla a sperimentare questa nuova immagine. Seguono lo stesso stile anche gli accessori creati appositamente per lei sempre da Emporio Armani: tra questi, spiccano gli stivali vertiginosi, i cinturoni con fibbie gioiello e soprattutto i guanti senza dita tempestati di diamanti, oppure quelli nella versione lunga e a rete. La modifica dell’abbigliamento di Laura si rivelerà senza dubbio un’ottima strategia commerciale per il lancio del suo ultimo disco Primavera in anticipo.
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Scritto Lunedì 2 Marzo 2009 da Marianna Pilato
A dispetto della crisi economica, l’alto livello qualitativo delle recenti sfilate di Milano Moda Donna sta facendo tornare la voglia di spendere nelle rinomate boutique e in lussuosi negozi di abbigliamento.
Giorgio Armani afferma di voler incarnare “una donna giovane, che gioca a far la signora, ma che trasgredisce alle regole del bon ton”. Viene quindi lanciato un abbinamento particolare, composto da un abito serio o da un tailleur e da un calzino lungo fino al ginocchio, portato sopra una calza velata. Nella versione da sera, inoltre, quest’ultimo è sempre lavorato o con il lurex, ed accompagnato da scarpe col tacco altissimo. Per il tran tran quotidiano, invece, vengono rispolverate minigonne e abiti cortissimi dall’aria sbarazzina, giacche con la spallina e cappelli messi su chiome lunghe e ondulate.
D’altra parte, la collezione di Moschino Cheap and Chic osa delle vistose trasparenze anche nella stagione invernale. In abbondanza pure volants e colori sgargianti per omaggiare con humor il surrealismo: sulla passerella, infatti, si sono fatti subito notare cappotti gialli, abiti asimmetrici e giacche corte con cinture da uomo. Le camicie con ruches che lasciano intravedere tutto, al contrario, rappresentano il must per le occasioni importanti.
La soluzione proposta da Missoni, infine, è quella della moda a strati. Uno dei materiali preferiti dal brand rimane la lana, che costituisce sia capi che accessori come scaldamuscoli, pullover a tunica, cardigan con sciarpa incorporata e cappotti di maglia. I modelli talvolta vengono arricchiti da colli-cappuccio in volpe e borse di pelliccia.
Per maggiori informazioni, visitare il sito di Milano Moda Donna www.cameramoda.it oppure quelli dei singoli atelier.
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Scritto Giovedì 22 Gennaio 2009 da Marianna Pilato
Oggi, grazie alle rilevanti mutazioni in atto nel sistema comunicativo, la gente comune può informarsi più facilmente su fatti riguardanti la società e i propri interessi, tra i quali quello rivolto verso le tendenze di moda e i brand preferiti.
Pur basandosi su elementi oggettivi come i tessuti, i sistemi di distribuzione e le politiche commerciali, però, lo stile di ognuno di noi è dettato soprattutto da una rielaborazione personale di ciò che viene proposto stagionalmente dagli stilisti e dai media. Le numerose campagne pubblicitarie, comunque, divulgando un preciso messaggio, cercano di indirizzare le scelte della massa in una certa direzione e di facilitare la distinzione di un marchio da un altro, costruendo attorno ad esso una identità definita. Tali profili aziendali, insieme alle notizie sulle nuove collezioni, si diffondono ormai molto velocemente nel mondo grazie a siti Internet e a blog specializzati nel settore, ai motori di ricerca come Google e ai social network come Facebook. Per gli atelier, perciò, diventa fondamentale la costruzione di un’immagine vincente di sé, tramite l’ideazione di un logo originale e di piani di marketing mirati a colpire l’attenzione dei potenziali clienti e della stampa.
Per fare un esempio, la mostra/evento di Armani al museo Metropolitan di New York è riuscita a sintetizzare la carriera ma anche la personalità del couturier e i valori che egli indirettamente promuove attraverso le sue creazioni, avvalendosi spesso di celebri testimonial quali i divi hollywoodiani. Gli abiti così diventano una specie di transfert tra i valori di un marchio e la persona che li indossa: per questo motivo, dunque, rappresentano un’esperienza unica e irripetibile.
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