Milano

La stilista Laura Mancini apre una boutique di tubini a Milano

lauramanciniSiete appassionate di tubini e rimpiangete lo stile ideato da Coco Chanel? Dovete allora fare un salto a Milano (Via Marsala 4), dove ha aperto da poco una boutique che vende solo modelli di questo genere.
La stilista Laura Mancini ha pensato di focalizzare la sua attenzione proprio su questo capo perché si adatta a ogni donna ed è facile da indossare.
La collezione comprende infatti tubini di tutte le forme, taglie e colori. Su richiesta delle clienti, essi possono essere anche personalizzati da una sarta.
Molto raffinato risulta pure il simbolo distintivo dell’atelier: si tratta della piuma di , da sempre sinonimo di fascino e vanità.

Foto acquisita dalla newsletter del portale di moda Fashiontimes

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Gli stilisti emergenti di MilanoUnica

Domani a MilanoUnica, fiera unificata del tessile, saliranno sulla passerella dieci emergenti stilisti internazionali, scelti per rappresentare la creatività del fashion design correlata al meglio della produzione tessile italiana. Tale evento, denominato On Stage, avrà anche il compito di inaugurare il salone.
Charles Anastase è un inglese trentenne che si distingue per uno stile bohemien chic, lo spagnolo Emilio della Morena preferisce la silhouette geometrica, il canadese , già apprezzato da rinomate boutique, manda in passerella il glam-rock. Tutti e tre sfilano a Londra da alcune stagioni. Il newyorkese Thomas Engel Hart è diventato direttore creativo della collezione uomo di mentre il duo Blaak (formato da Sachiko Okada e Aaron Sharif) partecipa da tre anni alle fashion weeks parigine, le stesse che vedono al centro della scena anche Alexis Mabille e i suoi particolari fiocchi.
Molto eco-friendly invece il giapponese Suzuki Takayuki che ha debuttato sette anni fa alla settimana della moda di Tokyo. A fare onore all’Italia in questa occasione, infine, toccherà a notata al concorso Who’s on Next e con un proprio a Perugia, alla collezione uomo di Maurizio Miri e a Ilaria Nistri, finalista 2008 della medesima selezione di nuovi talenti indetta da AltaRoma.

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I flower designer di Milano e dintorni

Oggigiorno, i fiori vengono utilizzati in molte occasioni: per arredare la casa o dare un tocco esotico alle riunioni di lavoro. Legati anche alla moda e all’arredamento non servono solo per dare allegria ma esaltano l’atmosfera circostante fino a divenire vere e proprie opere di design.
Vista la grande richiesta, sono nati gli specialisti delle creazioni floreali: i o flower decorator che con sapienza botanica, gusto estetico e attenzione verso le ultime tendenze, creano bouquet e mazzi originali e d’effetto.
In Italia non sono rari i casi in cui la decorazione floreale viene asservita alle campagne pubblicitarie come è stato per che, con il suo Artflor di Cernobbio, ha realizzato un tappeto floreale per le immagini atte al lancio del nuovo profumo di Hermès. Per chi ama le rose con accostamenti di classe, con la frutta per esempio, deve rivolgersi a Paola Corsini. Allieva dell’architetto d’esterni inglese Kenneth Turner, opera nel suo laboratorio milanese Fiori in Festa, sede tra l’altro di corsi per appassionati. Chi punta invece alla commistione tra materiali diversi, con fiori, frutta, ferro, legno apprezzerà senz’altro le opere d’arte floreali di , la cui produzione spazia dai centrotavola fino agli allestimenti che coinvolgono un intero ambiente.
Chi predilige i toni violacei di iris e tulipani ma anche delle più profumate tra le rose (quelle gialle), faccia un salto da Tea Rose. D’altra parte il negozio di Paolo Lattuada, sempre a Milano, appare più essenziale e tecnologico, riscaldato da foglie di cocco e agave, riservando sicuramente soluzioni compositive particolari.
Tali professionisti, naturalmente, sono ricercatissimi soprattutto nel periodo primaverile ed estivo, mesi nei quali si moltiplicano i matrimoni e le cerimonie all’aperto. Per organizzare al meglio un evento importante, perciò, è consigliabile prenotare per tempo una consulenza, in modo da concordare in tutta calma assieme all’esperto la composizione più adeguata.

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Le idee regalo di Can Can Paris à Milan

Per chi non è mai stato da Can Can Paris à Milan, e magari capita in città senza indirizzi o riferimenti, basta poco per capire di essere nel posto giusto: se, una volta entrati, si ha l’impressione di essere in un angolo di Parigi, se vi accoglie un personaggio tanto bohémien quanto disponibile, allora siete arrivati. Tutto quello che potrete trovare qua, oltre a quanto già detto, è una vastissima scelta di bijoux e oggetti di ogni sorta in equilibrio tra il kitch e il retrò, uniti a produzioni esclusive di designer e artisti provenienti – oltre ovviamente che da Parigi – da Olanda, Usa e Inghilterra, e a oggetti vintage scovati in negozietti e mercatini in giro per il mondo. Al centro di tutto c’è lui, Philippe. Già sublime fioraio nella Ville Lumière, cerca di portare un pezzo del suo mondo all’ombra della Madonnina. Con il prezioso contributo di Alberto, fashion designer girovago, ha trasformato questo piccolo spazio in una bottega delle meraviglie, dove i cammei rivisitati di Natasha Farina si accostano ai bijoux vagamente blasfemi di Lydie Darthe, alle pochette di Le Kakes di Bertrand, alle stampe di , artista di grande fama a Parigi. Must have dell’anno: le originali brooch di Marianne Battle, nelle quali un fitto ricamo di perline riproduce volti noti, prevalentemente della moda, da Coco a Lagerfeld a Saint Laurent, ma anche menti geniali come Proust e Einstein. Info: www.cancanparismilan.canalblog.com

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Il modernissimo Diesel Planet Store di Milano

È disposto su quattro livelli – tre di vendita e uno di magazzino – il Diesel Planet Store di Milano, ufficialmente inaugurato lo scorso Gennaio con una festa in grande stile, che ha visto la presenza di numerosissimi ospiti. Lo spazio è percorso da parte a parte da un muro in cristallo incurvato alto sette metri e lungo trentacinque, e i diversi livelli sono collegati internamente da una scala elicoidale costituita da una struttura monolitica di ferro nero con gradini rivestiti in marmo. L’ingresso del negozio, la cui area di vendita occupa circa 1200 mq, è caratterizzato da materiali e finiture “dure”: cemento per pavimento e soffitto, metallo nero per gli arredi e impianti a vista. Per quanto riguarda l’arredamento, invece, il protagonista assoluto è il legno: la zona scarpe ed accessori, per esempio, è rivestita interamente in questo materiale. Vero store di nuova generazione, il Planet inoltre è dotato di numerosi dispositivi hi-tech e di sistemi tecnologici innovativi: Bluetooth e WiFi coprono tutta la superficie del negozio e in ogni piano si trovano le DigiCollection che permettono, mediante un monitor touchscreen, di formulare la propria lista di preferenze visitando una boutique on-line, sapendo in anticipo se gli articoli scelti sono disponibili o meno nel punto vendita. I camerini dedicati al denim sono poi dotati degli stupefacenti Magic Mirror, specchi magici che permettono la visione dell’immagine riflessa ritardata di cinque secondi, rendendo così possibile una visione a 360°. In più angoli, infine, sono installati dispenser multifragranza a controllo computerizzato, per uno shopping davvero multisensoriale.

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Antonio Marras e la boutique di Milano

Nell’elegante Via Santo Spirito a Milano, nel cuore del quadrilatero della moda, si trova la prima boutique monomarca di Antonio Marras. Due ampie vetrine catturano il fronte strada per regalare al pubblico la visione totale dello spazio, caratterizzato nella scelta progettuale dei materiali e degli arredi dal rispecchiamento dello stile del fashion designer sardo, straordinario autodidatta diventato stilista senza mai essere stato sarto. Il negozio meneghino è il quarto punto vendita del brand, dopo i due di Mosca e quello fortemente voluto dal couturier nella sua città natale, ovvero , dove tuttora egli vive e lavora. Lo spazio di tale concept store è stato progettato dallo studio di architettura Beltrame-Gelmetti, a seguito di una accurata ricerca tra rigattieri e mercatini d’antan per restituire al cliente la sensazione di una casa conosciuta e rassicurante.
All’interno dell’atelier una grande parete laterale, rivestita con vecchie porte e vetrate decorate, disposte in fitta sequenza, forma una quinta teatrale dall’effetto scenografico, e altrettanto suggestiva è la presenza antica del parquet in essenza di rovere, posato con disegno a spina di pesce e finito a cera. Nessun arredo su misura, quindi, per questa boutique in cui l’esposizione di accessori e oggetti avviene dentro teche di legno che ricoprono interamente la grande colonna che campeggia al suo centro. Si sente il desiderio di ricreare ambienti classici ed accoglienti anche nella scelta degli stucchi a soffitto, dei lampadari di cristallo a goccia, ma soprattutto degli specchi con aristocratici cornici delabré. Tende candide accompagnano i gessi dorati dei mobili-vetrina e i camerini rimandano alle boutique degli anni Cinquanta. Le appenderie sono minimali, come lo stile Marras, che conquista per pulizia e determinazione.

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La notte dello shopping organizzata da Vogue a Milano

Una notte di acquisti, negozi aperti, eventi è stata organizzata dalla rivista Vogue in tutto il mondo per il 10 settembre. L’edizione italiana di tale iniziativa è stata presentata a Palazzo Marino a Milano dal sindaco Letizia Moratti e dalla direttrice del giornale, Franca Sozzani.
“Nella moda Milano ha sicuramente una posizione mondiale”, ha ricordato quest’ultima. L’appuntamento sarà seguito e curato da tutte le redazioni internazionali di Vogue, coinvolgendo il maggior numero di paesi e di soggetti.
A Milano la Vogue fashion’s night out si svolgerà nel quadrilatero della moda e zona vicine, nelle boutique e nei grandi magazzini. “In tempi di crisi la moda può sembrare un elemento frivolo – ha detto il sindaco – Invece bisogna considerarla come un fattore e una risorsa importante per Milano e l’intero paese”.

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“Mittelmoda Fashion Award 2009″: cerimonia di premiazione a Milano

mittelmoda Mittelmoda porterà i suoi giovani talenti anche sulle passerelle milanesi, con un evento che farà il suo esordio alle prossime sfilate del pret-a-porter femminile, alla fine di Settembre. Ad annunciarlo è Matteo Marzotto, presidente di Mittelmoda International Lab.
Il progetto Mittelmoda è nato nel 1993 a Gorizia ed è divenuto un osservatorio permanente sulla creatività emergente, organizzato da Udine e Gorizia Fiere assieme alla Regione Fiuli Venezia Giulia, in collaborazione con la Cnmi e Sistema Moda Italia e con vari sponsor tra cui Levìs e Lectra. Esso è ormai conosciuto a livello internazionale, essendo riuscito a costituire anche forti legami con oltre 320 scuole di fashion.
Dal Mittelmoda Fashion Award sono emersi nomi che hanno trovato collocazione negli uffici stile dei marchi più importanti: “Facciamo un ottimo lavoro, che va valorizzato nella comunicazione e messo in luce” spiega Marzotto. Da qui la scelta di approdare con una cerimonia a Milano per presentare i vincitori della 17/a edizione del premio, le cui iscrizioni (oltre 800 quelle della passata edizione) si chiuderanno il 26 Maggio per arrivare poi alla premiazione l’11 Settembre. Ma “dal 2010 – ha annunciato ancora Marzotto – bisognerà cercare di anticipare molto le date”.

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Milano Moda Donna: i nuovi talenti della next generation

chicca lualdi La kermesse di Milano Moda Donna è iniziata dando grande spazio ai nuovi protagonisti del nostro fashion system. Nell’ambito della sezione New Upcoming Designers – Next Generation, Alessia De Pasquale, Marta Forghieri, Antonio Romano e Alessia Xoccato hanno avuto l’opportunità di mostrare le loro creazioni.
Le influenze futuriste di Boccioni e le architetture di Frank Gehry sono state rivisitate per mano della Xoccato, mentre Marta Forghieri ha preferito miniabiti svasati e cuffie per ascoltare la musica in puro stile vintage. La ventitreenne Alessia De Pasquale, al contrario, ha voluto presentare una collezione maschile abbastanza ardita, con maglioni e gilet che si fermano sopra l’ombelico, oltre a pantaloni che raggiungono a fatica la caviglia.
Durante la seconda parte della giornata, inoltre, l’attenzione si è focalizzata sulle collezioni di Federico Sangalli, Gilda Giambra e Chicca Lualdi, nomi già noti al pubblico milanese e appartenenti alla cosiddetta Regeneration, ovvero una nuova generazione riproposta un anno dopo, decisamente maturata.
Federico Sangalli combina elementi contrastanti come lo chiffon e il metallo, modellati sul corpo con leggerezza e sofisticati sia nei volumi che nei tagli. Se il suo è un look deciso e grintoso, Gilda Giambra ha trasformato la donna in una specie di streghetta affinché “usi la sua pozione magica per far scomparire i problemi e far tornare la serenità”.
Con rimandi più classici, infine, è la linea BeQueen di Chicca Lualdi che rilegge in chiave urbana dei must intramontabili. La pelliccia, ad esempio, diventa un giacchino stile bomber molto modaiolo.
Per maggiori informazioni, si rimanda al sito della (www.cameramoda.it)

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Milano Moda Donna: il rilancio di uno stile mascolino

ElenaMirò Le sfilate del pret-à-porter meneghino dello scorso mercoledì hanno presentato delle mises femminili, ma rilette con un rigore che caratterizza solitamente la moda uomo. Non a caso hanno predominato i completi giacca e pantalone e i modelli a vita alta, ornati da qualche bottone o con le pinces che danno un pizzico di movimento all’insieme.
Elena Mirò (griffe del gruppo Miroglio) ha proposto dei calzoni morbidi, adatti soprattutto alle esigenze di una donna prosperosa. , invece, li ha disegnati leggermente scampanati e lunghissimi, nonostante i tacchi alti. I colori variano dal grigio all’estivo giallo pannocchia di Lorenzo Riva, passando per il navy di Prima Classe.
Sono state concepite in stile maschile pure tante giacche doppiopetto e dei capispalla, piuttosto corti e disponibili in diverse variazioni: dal bolerino alla mantellina, passando per una via di mezzo che assomiglia a un cappotto con le maniche a tre quarti. Anche per abiti e gonne (per di più tubini e longuettes a vita alta), infine, le forme sono lineari ed austere, spezzate comunque a volte da qualche plissé dagli echi bon ton (come ha escogitato Riva) o da qualche stampa floreale. Ottima l’idea di di vivacizzare i capi attraverso cappelli e trolley in pelliccia: questi ultimi ricordano i box per i trasporti cinematografici, con le bordature in metallo.
Per maggiori informazioni, rivolgersi alle singole maison oppure visitare il sito www.cameramoda.it

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