Valentino

Valentino firma i costumi per il balletto del concerto di Vienna

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Non è mai successo prima d’ora che collaborasse per firmare i scenici di un . Solo di recente, infatti, egli ha deciso di avvicinarsi all’affascinante mondo della danza, realizzando 16 abiti per il gruppo di artisti che si è esibito lo scorso 1 gennaio in occasione del -spettacolo di a .
Sui brani di musica classica eseguiti dalla Wiener Philharmoniker, l’etoile dell’Opera di Parigi, Eleonora Abbagnato, come pure le danzatrici del Corpo di ballo del Teatro dell’Opera di che l’ hanno accompagnata, sono apparse sul palcoscenico avvolte da tulle e chiffon, piume di struzzo, rose lavorate e ricamate nelle tonalità pastello (rosa e azzurro) nonché nell’ immancabile rosso . Per gli uomini e per il primo ballerino Nicolas Le Riche, invece, il celebre sarto ha disegnato dei frac di velluto neri, camicie con il collo alto e fiocco, gilet bianco di seta su calzamaglie attillate nere.
Il coreografo che ha diretto la performance della compagnia (consistente questa volta in una polka e in un valzer di Strauss) e a cui si deve l’idea di affidare all’indiscusso re della moda la creazione dei vestiti scenici di haute couture, è l’italiano Renato Zanella, riconfermato nel ruolo dopo il successo delle precedenti edizioni dell’evento. “Avevo già coinvolto nella rappresentazione di Cenerentola lo stilista francese Christian Lacroix -ha ricordato egli stesso alla stampa – ma con si è veramente avverato un sogno”.

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Valentino: la collezione 2009/2010 dai colori accesi

valentino-parigi-09 Non ci sono né fiocchi né volant sui nuovi abiti di , e nemmeno la classica tonalità rossa che lo ha reso celebre in tutto il mondo. Essa viene abbandonata per lasciare spazio a un più profondo color vino, oppure a un leggero corallo. Alla sfilata presso il Museo dell’Architettura di Parigi, hanno prevalso pure il verde smeraldo e il turchese scuro.
L’obiettivo di e Pierpaolo Piccioli, i principali designer che conducono ora la maison dal punto di vista creativo, è quello di mantenere la clientela di sempre, ma allo stesso tempo di conquistarne una nuova rinnovando il prodotto sotto certi aspetti. Riguardo alla loro prima collezione di pret-a-porter femminile, gli stessi hanno dichiarato: “abbiamo cercato di costruire un’immagine di donna possibile, più contemporanea. Non è una linea romantica, bensì decisa, con drappeggi scolpiti, grafici. C’è l’essenza del marchio, non le citazioni d’archivio. C’è il mix di elementi, giorno, sera, cocktail, perché anche la donna spesso non ha tempo di cambiarsi”.
Tra le creazioni maggiormente applaudite dal pubblico intervenuto, si ricordano i vestiti sciolti e pannellati, il tailleur caramello con la gonna a volteggio orlata di pietre e la giacchina segnata dietro da una banda scura, la pelliccia che degrada dal miele al cioccolato e il visone che sfuma dal verde scuro al chiaro. Non sono mancati inoltre degli accostamenti spiazzanti fra i completi e gli accessori: un paio di sandali in raso verde, per esempio, è stato abbinato a un capo turchese composto da piume e pietre nascoste. Qualche dettaglio lussuoso (es. il gioiello a forma di serpente che si ritrova su molti modelli) rende tutto un po’ turgido e lontano dallo stile più sobrio e raffinato grazie a cui Garavani è entrato di diritto nell’olimpo della moda. Solo la risposta del mercato potrà decretare il valore di questi ultimi lavori sartoriali e il talento dei propri ideatori. Non ci resta che attendere.

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