Ieri in passerella a Parigi, secondo giorno dedicato alla haute couture, ha fatto la sua apparizione Armani Privé: sembra che stavolta l’alta moda di re Giorgio strizzi l’occhio al femminismo, sebbene il contesto elegantissimo della Fashion Week francese, i prezzi (da un minimo di 30 mila euro per un tailleur a 100 mila per un abito lungo) e il genere di clientela stridano con questo tipo di definizione un pò azzardata.
Eppure essa è una linea per donne che, seppure di alto lignaggio, non amano essere sottomesse a nessuno, ed in primis a un uomo padrone-autoritario. La giacchina da biker, le zip, la catena e la tuta grintosa, infatti, si adattano a una tipa tosta, indipendente e determinata a trovare la sua strada senza scendere a patti con nessuno.
Certo, un elemento sexy in questi capi non guasta mai, ma si tratta di quella sensualità che risale alle origini del successo di Giorgio Armani, quando le femmine emancipate di tutto il mondo trovarono in lui l’interprete del loro bisogno di autonomia tradotto in vestiti, anzi in tailleur pantaloni. Questi ultimi appunto tornano in auge in una versione da street-couture contemporanea, meno sciolti, lunghi e fluttuanti di prima, ma piuttosto maschili, sartoriali, con piega stirata, taglio e caduta perfetti, un po’ stretti sul fondo, talvolta vagamente cargo.
E le giacche, molte, piccole, con collo a sciarpa o scollo a ruches, femminili (in gradevole contrasto con i pantaloni), impeccabili, spalle misurate ma forti e decise, qualche volta un po’ a blouson, con giochi di caban e cappucci. Colori trattenuti dal bianco al nero e al blu copiativo, dal grigio al metallico.
Spicca in particolare il motivo ricorrente della cerniera-lampo tradotta in decorazione, quasi alla pari di un gioiello, funzionale all’apertura di una giacca o anche solo maliziosamente allusiva sul dorso iperbolicamente scollato dell’abito da sera. Tante zip-bijoux dappertutto, dunque, anche sull’abito lungo da sirena.
Con questa collezione, ha dichiarato Armani ai giornalisti dopo il defilè, “ho voluto riportare in scena un’eleganza vera, dopo tanta straccioneria. Ho voluto riportare l’alta moda nella vita vera, facendo abiti che non fossero solo da copertina, ma che le donne potessero sognare di comprare”. Tutti gli invitati, poi, compreso il couturier (che si è presentato in jeans, sneakers, camicia bianca e cravatta scura senza giacca), si sono trasferiti al Museé de l’Homme per l’aperitivo dedicato al lancio della nuova fragranza Idole d’Armani.
“Ho sempre portato dentro di me un ideale di femminilità come combinazione di grazia, bellezza e spirito indipendente. Questo profumo è il mio tributo a questo ideale e a tutte le donne”, egli continua. Tale affermazione, del resto, sembra sposarsi alla perfezione anche con lo spirito dell’ultima collezione, all’insegna dello stile grintoso e allo stesso tempo accattivante.