Dior

Christian Dior inaugura l’esposizione “Le Gran Bal Dior”

locandina della mostra

locandina della mostra

L’atelier Christian Dior ha superato ancora una volta se stesso. Ora, con la mostra Le Gran Bal Dior, che si svolgerà dal 13 maggio al 26 settembre presso il museo ufficiale della maison a Granville (cittadina della Normandia dove nacque il proprio fondatore), sarà possibile immergersi nelle atmosfere tipiche delle feste danzanti del Settecento organizzate da nobili e famiglie reali.
Oltre infatti a 50 fastosi abiti provenienti dagli archivi della casa di moda, lungo il percorso espositivo saranno collocate pure opere d’arte, frammenti di testi, filmati e musiche che faranno rivivere i ricevimenti sontuosi del passato.
Lo stesso Monsieur Dior, del resto, amava partecipare a eventi mondani e gran galà come il Kings and Queens Ball del 1949 (dove venne vestito da Re degli Animali), il Bal des Artistes del 1956 e il Mask and Dominos Ball.
Per maggiori informazioni sulla rassegna, visitare il sito www.musee-dior-granville.com

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Il museo Christian Dior dedica una mostra a Marc Bohan

Fino al 20 settembre il museo Christian Dior di sulla Manica, ospitato a Villa Les Rhumbs dove lo stilista è cresciuto, dedica una mostra a Marc Bohan, eminente direttore artistico della Maison dal 1961 al 1989.
La mostra ripercorre l’universo del creativo attraverso le star che in quegli anni acquistarono spesso capi presso l’atelier dell’ Avenue Montaigne, a Parigi: Grace di Monaco, Jackie Kennedy, Soraya, Sophia Loren, la , Olivia de Havilland, , Brigitte Bardot, Michéle Morgan, Isabelle Adjani, Maria Callas. Per questa esposizione, il principato di Monaco ha prestato alcuni degli abiti ideati da Marc Bohan per la principessa Grace.
Il couturier, 83 anni il 22 agosto, vestì pure Farah Diba per l’incoronazione dello scià Reza Pahlavi. Nel 1961, fu chiamato dalla famiglia Boussac, proprietaria di Dior, a sostituire Yves Saint Laurent, partito per il servizio militare. Tornato prima del previsto, i Boussac si rifiutarono di mandar via Bohan, facendo in fondo la fortuna di Yves che aprì la sua Maison con Pierre Bergé.
Il sarto seppe far fronte alla concorrenza galoppante degli anni ‘60, Hubert de Givenchy, Coco Chanel erano rivali temibili e l’arrivo del pret-a-porter alla fine del decennio fu una rivoluzione: nel 1967 lanciò una linea per gli 0-3 anni (), e la linea da giorno con Miss Dior sotto la guida di Philippe Guibourgé, mentre nel ‘70 la linea uomo fece la sua prima comparsa.
Nel 1983 e 1988 venne premiato con due De’s d’or, ovvero gli Oscar della moda francese, conservando il suo carattere riservato e presentandosi in passerella in camice bianco assieme ai lavoranti, come faceva del resto Christian Dior: “I miei amici si meravigliano che mi sia cancellato dietro il nome di Dior – scrive nel catalogo della rassegna – la mia sola ambizione fu di giustificare la fiducia riposta in me, a partire da Marcel Boussac”.

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Christian Dior: haute couture 2010

Stavolta è toccato a Christian Dior aprire la settimana di Haute Couture a Parigi: prima della sfilata, si sentiva nell’aria l’eccitazione indaffarata di un atelier d’altri tempi, quell’atmosfera febbrile che ha sempre distinto la maison durante gli eventi di moda. I modelli di alta sartoria firmati dall’effervescente John Galliano per la stagione invernale 2010, sono stati presentati in anteprima al pubblico presente in sala.
Dior è riuscito a ricreare, con abile regia, i ritmi che caratterizzavano il settore fashion agli inizi del proprio sviluppo, ormai sostituiti dal gigantismo dei moderni fashion-show dove nel back-stage si muovono designer e stylist, coadiuvati da esperti tecnici delle luci e dei suoni. L’ultimo messaggio del brand di , insomma, è quello di dimenticare almeno per un attimo le tecnologie avanzate per immergersi in un piccolo spettacolo intitolato febbre da camerino: le indossatrici non hanno finito di vestirsi, e sembra quasi che qualcuno le abbia spinte in scena in anticipo: loro hanno camminato ancheggiando, con la mano sul fianco, con tanto di cappello, ma in giacca e sottoveste, gonna e reggiseno.
Fucsia, viola, giallo, arancio, rosa carne: questa alta moda finalmente non teme i colori e usa il nero solo per velare di organza le giacchine bar (il corto modello avvitatissimo che fu lanciato dallo stesso fondatore della casa di moda). Inoltre, in tale collezione sono stati surclassati del tutto i pantaloni: le vere protagoniste sono le gonne, ricamatissime e lavoratissime, rigonfie di drappeggi incrociati e poi strette al ginocchio, stratificate di tulle come dolci millefoglie, ondeggianti di cannoni godet e più sexy che mai.
In realtà sono proprio Dior e Galliano ad aver ingigantito per primi i meccanismi della moda e le scenografie in passerella (indimenticabile quella chilometrica allestita a ),che oggi invece tornano alle origini: forse è la crisi che spinge a ridurre lo spettacolo ed i relativi costi, ma dato che la maison non può permettersi di ammettere esplicitamente il difficile andamento del mercato, ecco l’escamotage di riportare la sfilata nella sede storica di Dior riducendo gli invitati (da 800 della scorsa stagione a 200) ed esaltandone la fantasia con guepiere, corsetti e reggicalze, portati estrosamente su tailleur costosissimi (le cifre di questa moda hanno quattro e anche cinque zeri) e magistrali abiti da sera.

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Christian Dior: una mostra fotografica sulla maison a Mosca

dior mostra La storia di riassunta in 120 scatti dei più grandi fotografi del mondo: è quanto propone una interessante mostra in corso a Mosca. Essa è stata inaugurata giorni fa presso il Museo di Arte Moderna della capitale russa, con l’obiettivo di celebrare in grande stile i 60 anni di successo della maison. Questa famosa casa di moda francese, infatti, ha cominciato a lavorare negli anni Quaranta con grandi reporter del settore come Erwin Blumenfeld, , John Rawlings, Henry Clarke e Robert Randall. Per maggiori informazioni sull’evento, visitare il sito Internet della galleria http://www.mmoma.ru/en/

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Christian Dior: la collezione autunno inverno 2009-2010 dal sapore orientale

Christian Dior Gilet di broccato ornati di pelliccia, ampi pantaloni alla turca, leggeri abiti di chiffon plissettati: sono questi i capi che ha presentato durante la sua ultima sfilata parigina. Anche la celebre giacca Bar dello stilista, stretta in vita da una cintura, è stata ridisegnata per adattarsi alla nuova tendenza orientale: le maniche diventano più voluminose e il collo più avvolgente. Le gonne sono lunghe fino al ginocchio e non risultano né attillate né a ruota, ma solo un po’ svasate. Per quanto riguarda gli abiti da sera, infine, assomigliano nello stile alle mise che le odalische erano solite indossare ai balli presso la corte del sultano. Una atmosfera fiabesca, insomma, che sembra essere uscita dal libro delle .

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