Chi pensa che il tempo dell’ abito su misura sia definitivamente tramontato, dovrà ricredersi, e ciò peraltro non vale solo per i modelli da cerimonia. Chi va dal sarto a farsi confezionare il completo da mettere in ufficio tutti i giorni c’è, anzi, la schiera degli appassionati aumenta di giorno in giorno. Complice del fenomeno è paradossalmente la crisi: alla griffe si antepone la qualità e chi vuole vestirsi in modo impeccabile preferisce la sartoria alla boutique. Sembrano essersene accorti anche i grandi brand che inaugurano servizi ad hoc.
Le sartorie tout court, comunque, restano impareggiabili, come tengono a precisare gli stessi titolari delle attività. LilloD’Ambrosio, a capo di una storica bottega di alto livello situata a Casale Monferrato (tel.0142/454086), ha dichiarato di essere tuttora innamorato del suo mestiere, sebbene ora sia difficile trovare manodopera giovane ed esperta del settore. A fargli eco è la sartoria Severgnini (Via Cappellari 3, Milano – tel. 02/861220), alla quale gli uomini si rivolgono per richiedere completi e camicie, mentre le donne soprattutto per ricopiare vestiti da sera alla moda, visti magari su una rivista o a qualche sfilata. Alcune sarte, del resto, possono essere considerate delle vere e proprie stiliste, come Melina Mannino, siciliana titolare di un laboratorio di alta moda (Via Tortona 4, Milano – tel. 02/89422044), o Lorella De Vito Franceschini, anima del L’armadio di Lorella a Roma, nel quartiere San Giovanni (tel. 06/64821067).
Basta insomma avere le idee chiare in testa su colore, stoffa e mood dell’abito che si vuole far realizzare, o lasciarsi consigliare da tali maestri del taglio e del cucito, e il gioco è fatto.