Cartier, Tiffany e altri marchi orafi si ispirano ai gioielli dei Ballets Russes
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Uno stile in controtendenza rispetto a quello minimal attualmente seguito dall’abbigliamento. La parola d’ordine imposta ora dai maggiori marchi orafi, infatti, è stupire. Come? Creando monili vistosi, pregiati, colorati ed ispirati a quelli sfoggiati con orgoglio all’inizio del Novecento dalla compagnia dei Ballets Russes di Serge de Diaghilev. I costumi e le scenografie teatrali volute da tali artisti, non a caso, erano eccessivi in tutto, con abbinamenti di tonalità inusuali tra il giallo ocra, il verde smeraldo, il blu cobalto unito al rosso fuoco o al viola. Probabilmente un tale sfarzo così osteggiato contribuì all’epoca al successo dei loro spettacoli, che non potevano non rimanere impressi a lungo nella mente del pubblico.
Queste sperimentazioni cromatiche vennero riprese ben presto dai disegnatori di Cartier, fra i quali, in particolare, si ricorda Charles Jacqueau. Fu inoltre sempre la storica maison a realizzare un lussuoso collier de chien per il re Leopoldo del Belgio, che richiamava esplicitamente nelle forme l’ Uccello di Fuoco dell’opera di Stravinskij e che fu donato dal sovrano alla bellissima Cleo de Merode. Per la stagione 2009/2010 l’azienda predilige di nuovo gioielli grandi, motivi floreali tempestati di smalti e di brillanti. Lo stesso trend viene seguito oggi da Bulgari, Van Cleef & Arpel, Gucci, Chanteclair, Dior Joaillerie e da Pomellato, che con i suoi rotondi anelli Pom Pom ha voluto rendere omaggio alle uova di Fabergè. Un cenno a parte, infine, merita il brand di Tiffany che, grazie agli orecchini ideati in esclusiva da Paloma Picasso e gli anelli con maestose pietre blu di Jean Schlumberger, negli ultimi tempi ha superato davvero se stesso.

Foto acquisite dalla newsletter n. 308 del portale di moda Fashionmag.com Italia